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In evidenza

Ipocrisie italiane. La politica ferma gli ingressi, Confindustria costretta a importare immigrati

Moda, dopo i grandi marchi anche le filiere entrano nell’orbita dei big del lusso

Il rebus 2023. Dopo il boom, la crescita rallenta (ma si resta sopra i livelli 2019)

Economia

Superbonus, Riva (Confartigianato Lecco): “Lo stop è una mazzata per piccole imprese e famiglie”

La copertina

  • Materie prime, il ’23 si apre con un rialzo dei prezzi. L’incertezza sembra destinata a durare

    di Maria Gaia Fusilli
    Dopo il raffreddamento in autunno, i prezzi in molti casi tendono di nuovo a salire. Poliero (Legor): “Le materie preziose crescono, anche sui metalli secondari non c’è una tendenza al ribasso”. Porta (Porta Solutions): “I costi di produzione sono destinati ad aumentare ancora”. L’energia cala, ma chi ha acquistato futures l’ha fatto a prezzi ben più alti degli attuali. Le variabili sono tante e rendono difficile ogni previsione. Fra i fattori da tenere sotto osservazione anche l’effetto dell’aumento dei tassi dalla Bce, mentre l’inflazione core aumenta
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L'intervista

    L’esperto Torlizzi: “Siamo all’inizio di una nuova fase rialzista. Per capire l’andamento dei prezzi si guardi alla Cina”

    di M.G.F.
    Per il fondatore di T-Commodity, società specializzata nei servizi di market intelligence, risk management e formazione su commodities, non ci sarà alcun sostanziale calo dei prezzi. Anzi: “Il mondo finanziario vede le materie prime in rialzo per l’accelerazione della Cina, che ha abbandonato la politica zero Covid e assorbe oltre il 50% dei metalli”. A spiegare la dinamica nella sua interezza, però, “sono la de-globalizzazione e le politiche climatiche”
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Approfondimenti

    Per l’agricoltura e la zootecnia i costi sono in calo. Ma Coldiretti: “Le aziende rischiano più oggi di un anno fa”

    di Damiano Manfrin
    Energia elettrica, gas, gasolio e fertilizzanti sono le materie prime che fanno registrare una discesa dei prezzi nelle ultime settimane, dopo l’impennata del 2022. Si allenta la pressione sui costi di produzione per le aziende, ma restano molte incognite nel 2023. Per Salvan (Coldiretti Veneto) “si rischia un problema di approvvigionamento e il rialzo dei prezzi dei concimi se tutti ordinano insieme”. Mentre per Simonazzi (Coldiretti Milano) “preoccupa la riduzione dei valori di latte e carne chiesta dall'industria”
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    Consumi, si compra di meno ma si spende di più. E con l’aumento dell’inflazione crescono i discount (+10%)

    di Andrea Colacicco
    Secondo Coldiretti il carrello della spesa si è ‘alleggerito’ del 6,3% per quanto riguarda la quantità di prodotti alimentari acquistati ma che, contestualmente, si è ‘appesantito’ del 6,6% in termini di spesa finale. Gli italiani, quindi, per sventare la tempesta economica perfetta, alle note catene di supermercati della grande distribuzione, preferiscono l’acquisto al discount. E i prodotti di marca restano sempre più spesso sugli scaffali, scavalcati dalle sottomarche e dagli alimenti low cost
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  • 28 Novembre 2025

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    Bloomberg, il fondo sovrano saudita Pif pronto a investire nelle Aerostrutture Leonardo

  • 28 Novembre 2025

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  • 28 Novembre 2025

    A ottobre rallenta l’export extra-Ue (-3,7%). Ma continua a salire l’import dagli Usa

  • 28 Novembre 2025

    A novembre inflazione stabile a +1,2% annuo. E il carrello della spesa rallenta

  • 28 Novembre 2025

    Istat, nel terzo trimestre l’Italia cresce, ma col freno tirato. Pil a +0,6% sull’anno

Rubriche

Il radar di Bonini

Residui legnosi di ogni tipo sviluppano grandi quantità di calore per essiccare fieno

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I focus di Monitor

Vineis: «Oggi il non-fare pesa più del fare, sulle imprese e sulle persone»

Per Paolo Vineis, epidemiologo e direttore scientifico di Regenerative Society Foundation, l’impresa rigenerativa va oltre la semplice sostenibilità. E con un approccio sistemico, pratiche agricole, produzione e cultura aziendale possono generare un «circolo virtuoso» tra ambiente, economia e benessere. «Le ricerche parlano chiaro: le imprese che hanno più investito in sostenibilità negli ultimi decenni sono anche quelle che vanno meglio sul mercato»

Impresa rigenerativa. Andrea Illy: «Chi non va oltre il modello estrattivo perderà mercato e credibilità»

Al Regeneration Forum 20|30 di Milano (27-28 novembre) si parlerà di modelli d’impresa capaci di restituire valore agli ecosistemi da cui dipendono. Per Andrea Illy, co-presidente della Regenerative Society Foundation, la chiave sarà l’‘effetto cascata’ lungo le filiere. Il greenwashing? «Prima o poi ti scoprono. A quel punto devi diventare concreto, per non perdere la faccia»

Fonseca: «La finanza ha sbagliato narrazione sull’Esg. Ma ‘rigenerare’ conviene anche agli investitori»

I crediti di biodiversità. Un asset economico, ma (ancora) senza regole

Leggi tutta l'edizione

Dentro la crisi. «Schiacciati dalla convenienza della plastica vergine dall’estero»

Da cinque giorni l'industria italiana del riciclo della plastica ha fermato gli impianti a causa della concorrenza delle materie vergini importate da paesi terzi (Asia e Usa in primis). «Rispetto al 2022 ormai costano meno del prodotto riciclato», commenta Tomasin (Inn-Flex). Zuppichin (Piovan): «Pesano il prezzo del petrolio basso e il rallentamento europeo, mentre Cina e India continuano ad acquistare nuovi impianti di riciclo»

Riciclo, record nei numeri. Ma la plastica resta debole e ora blocca gli impianti

Negli ultimi due anni, l’Italia ha riciclato oltre il 75% degli imballaggi. Ma se eccelle in carta, vetro, metalli e legno, fatica su plastica, Raee e sui rifiuti speciali ancora esportati a milioni di tonnellate. Ma mentre multiutility e fondi avviano il consolidamento di un settore in cui il 35% delle imprese lavora con margini sotto il 5%, si fermano gli stabilimenti per il riciclo della plastica

Dal riciclo al riuso. La svolta Ue che ridisegna la gestione dei rifiuti

Dentro i consorzi. Regole, potere e sfide della circolarità

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Moltrasio: «Abbiamo disgregato le filiere e perso know-how. Ora serve fare rete»

Tra la spinta del nazionalismo economico – che rischia di frammentare mercati e indebolire ulteriormente le filiere – e la corsa tecnologica globale, le aziende italiane devono trovare un equilibrio tra chiusura e cooperazione. Dal Festival Città Impresa emerge un messaggio chiaro: solo ricostruendo reti industriali solide, dentro un’Europa più unita e con una visione condivisa, l’Italia potrà restare competitiva

L’Europa che vorremmo. «Più unita sulla difesa, più pragmatica sul Green Deal»

Dal fronte comune sull’Ucraina al diritto di veto da rimuovere, fino al mantenimento della rotta sul Green Deal, seppur in modo più pragmatico. Al Festival Città Impresa di Bergamo, imprese e istituzioni hanno delineato l’Europa che vorrebbero: competitiva e meno ideologica. «Manca una vera spinta politica comunitaria», avverte Gentiloni. E Anaïs Voy-Gillis ricorda: «Senza una strategia produttiva comune, l’Europa rischia di delegare ad altri la propria sovranità»

La Germania arranca, ma l’Ue non può fare a meno dell’«europeista» Merz

La Spagna corre. Sprint sulla crescita grazie a riforme e rinnovabili

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Vacondio: «La compressione dei margini interessa tutti gli attori della filiera, dagli agricoltori alla Gdo»

L’industria di trasformazione traina il settore, che però dipende troppo dalle importazioni di materia prima. E mentre la logistica - carente su ferro e rotaia - fa lievitare i costi, i margini si assottigliano lungo l’intera filiera. Vacondio, Ad di Molini Industriali Modena ed ex presidente di Federalimentare: «Oggi la sfida è coniugare competitività e sostenibilità»

L’agroalimentare tra clima e mercato. Serve una governance di filiera per restare competitivi

Cambiamento climatico, prezzi delle materie prime e richieste del mercato riscrivono le regole anche per l’agroalimentare Made in Italy. Mutti: «La qualità resta il nostro tratto distintivo, ma serve una governance di filiera che integri sostenibilità, innovazione e competitività». E intanto prodotti e territori si reinventano: dal Chianti rosé all’avocado hi-tech in Sicilia

Rota: «L’agricoltura 4.0 in Italia vale 2,3 mld. Ma resistenze culturali ed economiche frenano l’innovazione»

Nuovo regolamento Ue sugli imballaggi. Entro il 2030 tutti dovranno essere riciclabili

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