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In evidenza

Ipocrisie italiane. La politica ferma gli ingressi, Confindustria costretta a importare immigrati

Moda, dopo i grandi marchi anche le filiere entrano nell’orbita dei big del lusso

Il rebus 2023. Dopo il boom, la crescita rallenta (ma si resta sopra i livelli 2019)

Economia

Superbonus, Riva (Confartigianato Lecco): “Lo stop è una mazzata per piccole imprese e famiglie”

La copertina

  • Infrastrutture, il triangolo industriale senza regia. E così rischia di perdere di competitività

    di Filiberto Zovico
    Autostrade intasate, Alta Velocità al rallentatore sulla tratta Verona-Venezia, scali per i voli cargo che non decollano, servizi ferroviari “metropolitani” non all’altezza e altri esempi di inadeguatezza. Le infrastrutture, per le regioni che esportano di più in Italia, sono cruciali. Ma vengono gestite sulla base di interessi particolari, mentre manca una vera pianificazione territoriale. Le conseguenze sono anche sull’attrattività del nuovo triangolo industriale
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L'intervista

    L’esperto Garavaglia: “Bologna e Milano grazie all’Av sono diventate un unico sistema. Da Rfi e Ministero serve impegno sui collegamenti strategici”

    di M.G.F.
    Parla il coordinatore del Master in Sviluppo locale dell’Università del Piemonte orientale ed esperto delle dinamiche dei trasporti. “Manca visione e strategia sulla pianificazione delle infrastrutture. Se non sono integrate col territorio e rispondono a logiche localistiche, non funzionano. Si veda il caso del porto di Mantova”. E poi: “Gli stranieri fanno acquisizioni? Forse danno più valore di noi agli snodi dei flussi”. Sulla Pedemontana veneta è ottimista: “Per gli spostamenti merci sarà molto utilizzata una volta completa”
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Approfondimenti

    Autostrade, la battaglia sulle concessioni e i nodi irrisolti del Triangolo industriale

    di Maria Gaia Fusilli
    La centralità delle autostrade, anche a causa di mancati investimenti nel trasporto su ferro, è destinata ad avere lungo corso. I flussi però aumentano e la saturazione è vicina, soprattutto nelle arterie strategiche del Nord industriale. Il caso dell’Autobrennero, con il rinnovo della concessione legato alla terza corsia. Poi l’A4, con le opere sulla tratta Brescia-Padova e la terza corsia sulla Venezia-Trieste. Per lo sviluppo dell'Emilia la Cispadana, il passante di Bologna e la bretella Campogalliano-Sassuolo. Poi la Pedemontana veneta, col suo buco milionario
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    La Tav procede a velocità alterne. Nel 2026 raggiungerà Vicenza, ma per la prosecuzione fino a Padova mancano progetti e fondi

    di Damiano Manfrin
    Per la tanto agognata Alta Velocità/Alta Capacità ferroviaria procedono spediti i lavori nei primi due lotti. La Brescia Est-Verona è pronta al 50%, mentre il completamento tra Verona e il Bivio di Vicenza è superiore al 30%. Il commissario Tav Macello: “Lavori in linea con i tempi Pnrr. L’Alta Velocità si attiverà entro fine 2026”. I nodi restano i due lotti successivi: per l’Attraversamento di Vicenza l’approvazione definitiva dovrebbe arrivare entro la prima decade di luglio, con il via ai lavori nel 2024. Per la Vicenza-Padova c’è solo metà progetto (da Grisignano a Padova) e mancano i fondi
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    Brescia-Montichiari, tra ambizioni di crescita e progetti ancora in fase di valutazione. Lo scalo in fieri che attende di decollare

    di Selene Seliziato
    Quello bresciano è il quinto scalo cargo in Italia per volumi trasportati - dietro a Milano Malpensa, Roma Fiumicino, Bologna e poi Venezia -, ma è al primo posto per i prodotti postali. La sua collocazione lo rende un’infrastruttura altamente strategica soprattutto, ma non solo, per i territori più produttivi del Paese. E se il suo potenziamento potrebbe essere favorito dai limiti (strutturali o esogeni) di Malpensa e Orio al Serio, intanto il Masterplan al 2030, che punta a realizzare una pista più lunga e ad ampliare le strutture esistenti, rimane in attesa di approvazione da anni (ma i tempi sono nella norma)
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Rubriche

La bussola di Niuko

Fra equilibrio e riconoscimento, le aziende a confronto con le nuove domande di Gen Z e Millennial

Il Focus di Wealth Route

Tech with her, due corsi gratuiti per coprire il divario di genere nell’economia digitale

In evidenza

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Economia

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Economia in breve

I focus di Monitor

Bonometti: “L’auto a guida autonoma occasione di rilancio per le filiere europee”

Crisi strutturale, concorrenza cinese, transizione elettrica incerta: per il presidente di Omr l’automotive europeo è a un bivio. Servono un piano industriale e regole condivise o “in 5 anni assisteremo alla deindustrializzazione dell’Europa”. Idrogeno? “Sì per mezzi pubblici e pesanti”. Guida autonoma? “Occasione per meccatronica e software, ma servono regole e investimenti subito”

Auto, il mito dell’elettrico e la realtà del mercato. Che continua a calare

L'affermarsi dell'auto elettrica è lontana dall’essere realtà. Dominano le ibride e le motorizzazioni tradizionali mentre l’età media delle auto in Italia è di oltre 12 anni, con circa il 24% oltre i 19 anni. L'elettrico vince solo nei paesi del Nord Europa, finanziato dai proventi delle vendite di petrolio

La domanda che non c’è. Le grandi case del lusso rallentano sull’elettrico

Tecnologia a quattro ruote. Oggi il vero motore dell’auto è il software

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Fanton: “Installatori e costruttori soffrono. I fornitori svuotano i magazzini”

Michele Fanton, ad dell’omonima impresa padovana che distribuisce materiale elettrico per applicazioni nel campo del fotovoltaico e delle energie rinnovabili, contesta il taglio dei bonus: “Senza nuovi incentivi non potremo centrare gli obiettivi europei sull’efficientamento energetico. Lo tsunami di liquidità non c’è stato, ora bisogna abbassare i prezzi e ottimizzare le scorte per sostenere il circolante e continuare a soddisfare i clienti”

Dopo le detrazioni, il crollo. Cosa resta del fotovoltaico post Superbonus

Con la fine del 110% sono scomparse oltre 11 mila imprese edili, il fatturato delle imprese che producono e distribuiscono materiale elettrico applicato al fotovoltaico è passato dal +243% del 2022 al -50% del ’24 e i ricavi dei general contractor sono scesi del 40-60%. I nuovi incentivi per le Pmi si fermano al 50%. Sotgiu (Ingenera): “Il crollo delle commesse è stato drammatico e ci ha costretti a una conversione in tempo zero. Ora sogniamo un mondo senza incentivi”

Esse Ti Elettronica sceglie i pannelli tedeschi ai cinesi. “Più resa e tracciabilità”

Senza investimenti e nuove installazioni i target Ue sono sempre più lontani

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Infantino (Anra): “Non sottoscriverle preclude ogni rimborso. Ma c’è ancora poca consapevolezza”

Salvatore Infantino (Associazione dei risk manager) difende la bontà della legge: “Introduce una copertura che permette alle Pmi di sopravvivere a danni irreversibili. Ma le aziende non devono pensare di essere protette da tutto: per alcune calamità servirà una copertura extra. Sbagliato scaricare gli oneri dei proprietari degli immobili sulle imprese. Il pool CatNat garantirà premi più bassi ed equi”

Polizze catastrofali, per le imprese scatta l’obbligo. Nuova tassa occulta o opportunità?

Entro fine anno tutte le imprese italiane dovranno essere assicurate contro calamità naturali come alluvioni e terremoti. Dal 2015 al ‘24 in Italia gli eventi meteo estremi sono aumentati del 485%. E dal ‘13 al ‘24 il Fondo per le emergenze nazionali ha stanziato oltre 13,5 mld, anche per i danni a macchinari e impianti. Assicurare un ufficio in centro (tipicamente poco esposto a questi eventi) costerà fino a 3 mila euro. Ma il consorzio CatNat punta a calmierare i prezzi

Zordan: “Per le imprese assicurarsi è doveroso. Ma serve tutela anche per i Comuni”

Un’Europa a due velocità sulle catastrofi ambientali

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De Paoli: “Sui mini-reattori l’industria avrà tempi più lunghi della politica. E i costi sono incerti”

Luigi De Paoli, docente emerito alla Bocconi ed esperto di energia, smorza l’entusiasmo per i nuovi SMR: “I modelli esistenti sono solo miniature dei reattori tradizionali. In futuro saranno modulari, replicabili, più facili da installare e aiuteranno a decarbonizzare i settori non elettrificabili, ma prima bisogna sviluppare i prototipi. Se si vuole far presto, bisogna usare i reattori dei primi anni 2000. E senza il deposito per i rifiuti radioattivi, il rilancio non può partire”

Riparte la corsa al nucleare. In Asia grandi impianti, in Europa piccoli reattori

Il ritorno al nucleare, a livello globale, è una realtà. Secondo l'International Energy Agency, al momento sono in costruzione nel mondo 63 reattori nucleari (di cui il 50% dipende da Pechino). Gli investimenti annuali sono aumentati di quasi il 50% dal 2020 al 2023 (oltre 60 mld di dollari). In Europa si punta sugli Small modular reactors. Ma il prototipo è ancora da sperimentare e i costi da sostenere sono significativi

Nucleare, luci e ombre. “Stabilizza la rete e riduce le emissioni, ma non le bollette”

Il know-how italiano c’è. Ma serve una strategia per non restare solo fornitori

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