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Il rebus 2023. Dopo il boom, la crescita rallenta (ma si resta sopra i livelli 2019)

Economia

Superbonus, Riva (Confartigianato Lecco): “Lo stop è una mazzata per piccole imprese e famiglie”

La copertina

  • La centralità della Via Emilia nel panorama industriale. Come nel giro di pochi anni è diventata un “modello”

    di Maria Gaia Fusilli
    Se si era abituati a considerare il Veneto “locomotiva d’Italia”, o a pensare che Milano fosse l’unico polo attrattivo del Paese, bisogna cambiare prospettiva. I dati dicono che ormai domina l’Emilia-Romagna: basti guardare all’export, alla crescita delle imprese o al richiamo del territorio. In uscita per Post Editori il libro del professor Franco Mosconi, dove si indaga il “perché” dietro a questi risultati. Fra i tanti fattori: la capacità di innovare e fare sistema e anche il sapersi raccontare
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L'intervista

    Mosconi (Unipr): “La regione è forte nella fusione di idee e prodotti. Ma non bisogna farsi accecare dal successo”

    di Irene Zatti
    Per il professore di economia e politica industriale dell’Università di Parma la crescita dimensionale delle imprese e l’upgrading delle produzioni sono stati i fattori che hanno contribuito alla competitività della regione. Lo dimostrano i risultati della ricerca dei Champions di Italypost, conseguenza delle “giuste direzioni” intraprese dalle politiche industriali del governo regionale. E mentre Bologna vive una stagione straordinaria, “non si possono trascurare alcuni rischi involutivi”. Fra questi, “le disuguaglianze, il calo demografico, i campanilismi e l’euforia di narrativa”
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Approfondimenti

    Il caso dell’Emilia è una “eccezione” di successo. Adatta ai futuri sviluppi dell’economia globale

    di Stefano e Vera Zamagni*
    La dinamica di sviluppo della regione si inserisce nelle molte “eccezioni” della storia. A differenza della tradizionale industrializzazione, questo territorio ha sviluppato un sistema di produzione diversificato basato su piccole e medie imprese che promuovono reti di collaborazione. Un modello che ha permesso di creare un alto standard di vita e un forte tessuto sociale. E che potrebbe essere un esempio per il futuro dell'economia globale. Pubblichiamo la prefazione del volume a cura di Stefano e Vera Zamagni
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    Dalle eccellenze ai ceti più poveri: per crescere serve “prendersi cura della testa e della coda della società”

    di Franco Mosconi
    Sempre più fondamentale è, oggi, prestare attenzione non solo al ceto medio, ma anche alle classi sociali più ricche e a quelle più deboli o a rischio “povertà assoluta”. Per questo è necessaria una politica industriale in grado di rafforzare gli investimenti in conoscenza e tecnologie per far fronte ai cambiamenti della globalizzazione. In questo contesto, la regione è un esempio di eccellenza da cui trarre spunto, ma che a sua volta presenta situazioni di disagio crescente da non sottovalutare. Pubblichiamo un estratto tratto dal Capitolo 10 del libro “Modello Emilia”
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    La Data Valley come la Silicon Valley? Solo se si lavorerà sul fare rete

    di Franco Mosconi
    Luciano Floridi sostiene che l'Emilia-Romagna potrebbe competere con la Silicon Valley. Serve però alzare l'asticella, perché, dice Floridi stesso, "gli investimenti devono fare bene alle persone, alla creazione di ricchezza e all’ambiente". E se è vero che il successo della Silicon Valley si basa sulla concentrazione geografica delle imprese e sulle economie esterne di scala (lo spiega il Nobel Kurgman), perché la Data Valley funzioni l'Emilia deve concentrarsi sulla costruzione di un vero e proprio "network". Pubblichiamo un estratto dall'epilogo del libro "Modello Emilia" di Franco Mosconi
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Milano e Lombardia a Tavola

Il Ristorante

La Pobbia 1850

Il Vino

Pernice Pinot Nero Oltrepò Pavese 2020 Doc

Il Prodotto

Zafferano Collina d’Oro

Pizzeria

Era Pizza

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Cultura in breve

I focus di Cult

Ville storiche, bravi a conservarle ma non a valorizzarle

di Giulia Betti & Flavio Centamore
Le dimore storiche italiane sono ovunque: oltre 43.000 immobili vincolati, 34 mln di visitatori ogni anno, 210.000 eventi ospitati solo nel 2023. Ma più di 13 mln di metri quadri restano chiusi, inaccessibili, fuori da ogni strategia (+67% in un solo anno). “A volte manca persino un indirizzo mail a cui scrivere per chiedere una visita”. Così l’Italia conserva, ma non valorizza
Approfondimenti

Collalto: “Valorizzare senza snaturare. È così che si protegge il patrimonio”

Approfondimenti

Castello di Thiene, “il desiderio è che diventi autosostenibile”

Approfondimenti

La Villa Reale di Monza e il flop della partnership pubblico-privato

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Da Cortina a Polignano l’abbuffata estiva di festival “culturali”

di Chiara D'Ippolito
Tanti volti noti, qualche polemica poltica e poca qualità. L'estate è costellata da centinaia di festival del libro. Dove prevale più l'autocompiacimento degli amministratori locali che la ricerca di una proposta culturale capace di diventare attrattiva anche in termini turistici. Con le dovute eccezioni
Analisi & Commenti

Guerzoni: “Gli eventi si moltiplicano, ma c’è poca ricerca. E non spostano pubblico da fuori”

Approfondimenti

Rovellini (Versiliana): “Per lasciare il segno serve strutturarsi”

Approfondimenti

Interrogare il turismo con la cultura. Taobuk e la sua visione a lungo termine

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Gli autori entrano in fabbrica. Per aiutare a comprendere il mondo che cambia

di Giulia Betti
La cultura attraversa le mura dell’impresa e diventa occasione di crescita (anche) professionale. Obiettivo: trovare nuovi strumenti per leggere la complessità di un mondo che cambia. Così imprese come Carraro, Manini Prefabbricati, Lago e tante altre invitano grandi autori in fabbrica a dialogare con i lavoratori. Gribaudi: “Portiamo la lettura oltre i luoghi ovvi della cultura”. E i direttori del personale si ritrovano a "Libri sotto le stelle"
Analisi & Commenti

Giuseppe Lupo: “L’intellettuale mediatore fra impresa e società. Ma ancora troppi pregiudizi”

Approfondimenti

Vecomp: “Nell’azienda non solo software, ma cultura d’impresa”

Approfondimenti

Leggere per lavorare meglio. Con “Libri sotto le stelle” gli HR puntano sulla letteratura

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Capitale europea 2033, Torino tenta il rilancio con la cultura. Ecco le altre candidate

di Chiara D'Ippolito
A contendersi il titolo (che all'Italia toccherà nel 2033) sono anche Viterbo, Norcia, Pesaro-Urbino, Trieste e forse Siracusa. La città della mole mette al centro un occhio scintillante, simbolo di creatività e futuro, ideato da 80 studenti. “Il processo è già progetto”, afferma il direttore Riitano. La sfida è “far mettere le ali a Torino” e renderla città creativa e inclusiva
Analisi & Commenti

Sacco: “L’anno decisivo è quello dopo: lì si vede se una Capitale della Cultura ha funzionato”

Approfondimenti

“La cultura non si alimenta solo con un grande evento”. Matera e l’eredità fragile di Capitale Europea della Cultura

Approfondimenti

Le prossime Capitali italiane della cultura. “Non chiediamo attenzione, ma riconoscimento”

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